Avrete sicuramente già e più volte sentito parlare dei chatbot, ovvero di quei software che, grazie all’intelligenza artificiale, sono in grado di imitare le conversazioni tra esseri umani rispondendo alle domande più comuni degli utenti.  Questo tipo di software sta conoscendo una diffusione sempre più massiccia in diversi settori di mercato (dal turismo alle banche, al retail) e secondo un’indagine di Kayak.it quasi la metà degli italiani li ha provati almeno una volta e una percentuale degli intervistati più giovane (26%) li considera più affidabili delle persone.

Naturalmente possiamo pensare che l’utilizzo di un chatbot sia del tutto spersonalizzante, e per certi versi è vero che neanche il chatbot più sofisticato potrà mai sostituire l’interazione tra persone. L’utilizzo di questo software, però, potrebbe essere un sistema efficace per offrire un servizio attivo 24×7 rispondendo a qualsiasi ora alle domande più semplici, alle richieste di disponibilità e di  prenotazione, con il vantaggio di accorciare sensibilmente gli eventuali tempi d’attesa  dell’utente.

Nel settore del turismo, gli sviluppi tecnologici non devono farci comunque perdere di vista il nostro target e le sue esigenze. Poiché più volte abbiamo messo l’accento su quanto sia importante l’esperienza di consumo, dobbiamo fare in modo che la tecnologia sia un fattore abilitante e valorizzante. Sarà bene quindi, prima di investire e focalizzarci su soluzioni tecnologiche particolarmente avanzate, essere sicuri di poterle supportare e gestire in modo da non compromettere l’esperienza. Se sono sempre di più le persone che prenotano online le loro vacanze e i loro viaggi, ciò significa che dobbiamo mantenere sempre alto il livello dell’esperienza offerta, online e offline.

 

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