Secondo una recente ricerca realizzata da Travelport, gli italiani sarebbero digital traveller più di tutti in Europa. Il nostro Belpaese spicca infatti per essere quello più dipendente dagli strumenti digitali per ricercare informazioni e prenotare servizi di viaggio, oltre che per recensire. Siamo al 10° posto in una classifica mondiale che vede l’India, la Cina e l’Indonesia sul podio; dietro di noi gli Stati Uniti, la Spagna, la Francia e addirittura ultima la Germania.

È innegabile che la tecnologia mobile stia rivoluzionando la vita di tutti noi e basta pensare che entro 3-5 anni il 70% delle transazioni si realizzeranno attraverso strumenti in mobilità per capire la portata del cambiamento in corso. E non si tratta solo di un fatto generazionale, una prerogativa dei “millennial”, poiché il 25% degli over 55 rispondenti all’indagine afferma di utilizzare servizi di informazione da mobile e il 47% lo fa attraverso strumenti vocali, come Alexa di Amazon oppure Siri di Apple.

L’indagine ha anche analizzato le 4 fasi del viaggiatore: la pianificazione, il booking, mentre è in movimento e infine quando arriva a destinazione. Tra i comportamenti più significativi è emerso che il 61% dei turisti evita hotel dove viene addebitato il wi-fi, il 93% usa siti di recensioni per scoprire nuove destinazioni, il 48% tende a cercare o prenotare il suo viaggio da smartphone e per finire il 41% sceglie un albergo in base ad una buona esperienza digitale.

Come devono quindi comportarsi le aziende del comparto turistico che vogliono cogliere questo trend e trasformarlo in opportunità? Sarà fondamentale riuscire ad interagire digitalmente con i viaggiatori fornendo strumenti e contenuti pertinenti nel modo gusto e al momento giusto, che possano raggiungere e soddisfare il viaggiatore moderno dal momento della ricerca al momento del ritorno dal viaggio. Le app dovranno valorizzare al massimo l’esperienza di viaggio, ed ogni brand dovrà essere raggiungibile attraverso molteplici canali, quali i social o le piattaforme di chat.

I brand turistici devono compiere un ulteriore sforzo poiché, non basterà utilizzare le tecnologie per incrementare l’autonomia e la soddisfazione del viaggiatore, come con web check-in, servizi self service, Wi-fi gratuito, ma dovranno garantire un’esperienza “senza frizioni”, interconnettendo le innovazioni esistenti, integrando l’iter delle prenotazioni alle altre fasi del viaggio e per finire con le modalità di pagamento che dovranno prevedere la possibilità di essere effettuati con dispositivi mobili. Proprio quest’ultimi, si stima diverranno sempre più importanti tanto che le transazioni di m-commerce passeranno dagli 8,7 miliardi di dollari del 2015 a ben 210 miliardi nel 2019.

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