Realizzare video e diffonderli avendo una strategia ben definita: ecco di cosa si occupa un video strategist. (Ne avevamo già parlato qui). La sua peculiarità è quella di integrare mezzi e canali, considerando il video solo come uno dei tanti tipi di contenuti utili a comunicare. Alla base di tutto, poi, deve esserci sempre un messaggio da veicolare, sviluppato a partire da uno studio approfondito del target.

Video: alcuni elementi da considerare

La vera differenza nei video la fa, sicuramente, la forza comunicativa, poiché realizzarne uno oggi è facilissimo: basta solo uno smartphone per effettuare delle riprese e con il semplice utilizzo di qualche app si possono anche fare tagli e mettere qualche piccolo effetto.

L’accessibilità a strumenti che permettono di realizzare dei video in tempi rapidi e con pochi sforzi e l’importanza di avere qualcosa da dire non devono però portare a trascurare la qualità di immagini e audio. Che si abbia uno smartphone, una webcam, una fotocamera digitale o una videocamera, ci sono alcuni elementi che non si devono trascurare, quali ad esempio:

  • la stabilità dell’immagine
  • immagini nitide e luminose
  • un audio chiaro valutare un lavoro di montaggio e di post-produzione

Più in generale, poi, è sicuramente di aiuto avere un buon senso dell’estetica e studiare alcuni aspetti tecnici ma funzionali alla comunicazione di un certo messaggio, come, ad esempio, tutti quelli legati alle inquadrature e alle diverse tipologie di queste.

Strategia: il solo video non basta

In fase di realizzazione vanno considerati anche alcuni aspetti legati all’attenzione dello spettatore e a come cambiano nel tempo le modalità di fruizione dei contenuti. Nella “lotta” video vs post lunghi non è detto che i più visualizzati e apprezzati siano i primi, specie quando brevi, perché il tutto dipende dal contesto di fruizione e dal target.

I video restano ancora tra i trend del content marketing e del social media marketing, anche per il 2018, e quando riescono ad essere chiari ed esaustivi in poco tempo sono sicuramente efficaci dal punto di vista comunicativo, ma alcune ricerche dimostrano quanto siano sempre più visualizzati anche i long form video.

Importante anche tener conto delle condizioni di fruizione, appunto, poiché talvolta non si può ascoltare l’audio dei video, motivo per cui non si può fare unicamente affidamento su quello per spiegare dei punti chiave (una buona soluzione può essere magari inserire sempre i sottotitoli), così come è opportuno considerare che quando l’obiettivo che si intende raggiungere con il video è quello di spingere lo spettatore a compiere un’azione non bastano le sole immagini, serve una call-to-action chiara.

Insomma, un buon contenuto video, come si diceva in apertura, non è sufficiente: va pianificato con cura e una volta realizzato e finito il prodotto occorre fare in modo che sia effettivamente visualizzato da un certo pubblico.

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