Oggi è il compleanno di Roma, la città eterna.

Sono trascorsi ben 2774 anni da quel 21 aprile, in cui il mitico fondatore Romolo delimitò con l’aratro i confini di quella nuova comunità destinata, in pochi secoli, a conquistare il mondo.

L’inviolabilità di quel solco è ben nota, grazie soprattutto all’episodio della morte violenta di Remo che, volendo prendere in giro il fratello, provò a varcarlo. 

Eppure, della fondazione di Roma, non è mai stato questo episodio a colpirmi, così come non è mai stata la sua capacità di conquistare gli altri, la “potenza”, ad affascinarmi.

Sarà la deformazione professionale di uno che si è dedicato per una vita all’accoglienza, ma devo dire che ho sempre trovato più simbolico ed evocativo il fatto che quella nuova città, appena fondata, accolse nella sacralità delle sue mura, anche tanti “stranieri”, lontani, per un motivo o per un altro, dai propri focolari e dalla propria terra natia.

Proprio gli storici, infatti, ci raccontano come ognuno di questi stranieri, accolti tra i primissimi cittadini romani, riversassero all’interno del solco tracciato da Romolo, una zolla della propria terra d’origine, simboleggiando in tal modo la propria partecipazione alla creazione di Roma.

Credo che oggi, più che mai, questo racconto debba servire da ispirazione per una città, unica al mondo, che negli ultimi anni ha faticato a mantenere il posto che merita tra le grandi capitali che accolgono i turisti, ospitano convegni ed eventi internazionali.

Che dire quindi se non…

Happy birthday Rome, honour your origins and get busy!

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