Non poteva che essere il primo dei “trucchetti” per il manager che piace. Non ci si aspetta certo che il manager racconti tutto di tutto, perché ovviamente il livello di responsabilità che gli compete lo obbliga a mantenere una certa riservatezza;non può nemmeno caricare i collaboratori di problematiche, numeri e risultati che tocca a lui gestire, né tanto meno scaricare sugli altri frustrazioni per obiettivi non raggiunti. Può, tuttavia, elaborare gli input che giungono dai superiori e usarli per coinvolgere lo staff; può promuovere dei tavoli di confronto per stimolare la partecipazione, può condividere informazioni che aiutano a svolgere meglio il proprio lavoro.
Il manager fa, insomma, da “filtro”, comunicando ciò che sa e che può ed evitando così ogni sorta di “volo pindarico” della fantasia. Informazioni chiare e precise sono il viatico per una collaborazione improntata sulla correttezza e lealtà, portando i collaboratori a sostenere il loro leader. Nascondere e ingannare sono, al contrario, atteggiamenti sterili che conducono alla rovina.

