Quella tra la promozione turistica di luoghi particolarmente rilevanti dal puto di vista artistico o ambientale e la loro tutela è una partita che deve essere giocata con la massima cura. Da quanto tempo sentiamo parlare di numero chiuso a Venezia, per fare solo l’esempio più semplice? Ma non solo a Venezia, Capri, Favignana, le cinque terre… Esiste un modo per contingentare in maniera razionale i flussi di turismo, in modo che non rappresentino una minaccia per i luoghi che li ospitano? Recentemente un articolo di Repubblica racconta l’esperimento che sta portando avanti Amsterdam. Alla città l’idea del numero chiuso piace poco, anzi, non le piace affatto e ha deciso di seguire una via molto diversa. La chiamano “moral suasion” e consiste nel proporre ai turisti modalità di fruizione dei luoghi più affollati diverse da quelle che sarebbero portati naturalmente a seguire. Come? Grazie alla tecnologia e in particolare ai big data. Le abitudini e le preferenze di spostamento dei turisti sono state infatti monitorate attraverso i codici RFID delle city card, che consentono l’accesso pre-pagato alle principali attrazioni. Si è visto così che, per esempio, la giornata tipo del turista prevede l’accesso al museo di Van Gogh la mattina e il tour dei canali il pomeriggio. Al fine di evitare che tutti i turisti ripetano lo stesso schema, viene suggerito un modello di fruizione alternativa a chi acquista la card e, per esempio, viene segnalata attraverso un’app la quantità di coda al museo o la densità del traffico in determinate aree. Inoltre, includendo nella card il viaggio sui mezzi pubblici fino a Zandvoor, località a 30 Km dalla capitale sulla costa del mare del Nord, è stato possibile portare turisti a conoscere una nuova località (ribattezzata poi Amsterdam beach) che non sarebbe stata visitata a sufficienza senza qualche attività di valorizzazione, per quanto semplice. Attualmente sono allo studio app che permettono di inviare notifiche push ai turisti in merito a eventi, iniziative speciali, sconti o altro ancora ed è in progetto anche l’implementazione di un bot per Messenger di Facebook chiamato “Goochem”, Il bot funziona chiedendo l’autorizzazione agli utenti di analizzare il proprio profilo e offre suggerimenti su che cosa fare in base alle preferenze espresse attraverso i like e alle immagini pubblicate.

 

 

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