Sabre Corporation, ha recentemente reso noti i risultati di una ricerca su come stanno cambiando i desideri e i bisogni dei viaggiatori del lusso. Tra le tendenze più interessanti almeno due. La prima: oggi, chi viaggia vuole un tipo di esperienza che da una parte migliori se stesso e lo faccia sentire bene (quindi massima attenzione al wellness, alle SPA, alla presenza di personal trainer in hotel), dall’altra che migliori anche le comunità e l’ambiente in cui le strutture sono inserite. Non solo quindi una particolare attenzione all’utilizzo di prodotti ecologici/riciclabili, alimenti a km zero e tutto ciò che si inscrive nell’ambito della sostenibilità. È importante altresì che le strutture contribuiscano fattivamente al benessere delle comunità in cui sono inserite, anche con piccole azioni che coinvolgano la popolazione locale. A Campione d’Italia, per esempio, Meliá incentiva l’utilizzo della struttura anche da parte della comunità, attraverso tariffe agevolate per il ristorante e per la SPA, in modo che l’hotel possa essere anche un luogo di interesse per la vita sociale della realtà locale.
Un’altra tendenza interessante è quella che Sabre chiama “Extravagance on Demand”: è possibile avviare un soggiorno tre minuti dopo la prenotazione? È possibile avere dello champagne in camera in 5 minuti, magari chiedendolo attraverso un’app? O un transfer in elicottero che possa portare in aeroporto nel giro di 10 minuti? Qui la parola chiave è “On demand”, che in questo caso potremmo tradurre come “Tutto e subito”. Non sfuggirà al lettore più attento come almeno uno di questi esempi sia in palese contrasto con quanto appena detto sopra, ma tant’è. Del resto, è bene saperlo: secondo un’altra ricerca firmata Deloitte, se i Millennials devono scegliere tra l’acquisto di un bene di lusso e l’acquisto di un’esperienza, nel 53% dei casi la preferenza andrà a quest’ultima: considerato che sono loro a rappresentare uno dei target con le maggiori possibilità di spesa, sarà bene non farsi trovare impreparati.

