Qualche giorno fa, sono partito per un breve viaggio di lavoro e ho dimenticato il cellulare a casa. Cose che capitano, ma nemmeno per un attimo ho pensato che avrei potuto restare per più di qualche ora senza connessione, così sono riuscito a procurarmene uno per la durata del viaggio.

Questo fatto di per sé irrilevante ci dà un’ulteriore conferma – qualora ce ne fosse bisogno – di come il confine tra la nostra vita online e quella offline sia ormai sempre più sfumato.

Proprio per questo, oggi sono sempre di più gli alberghi la cui parola d’ordine è “Digitainment” e, al fine di arricchire l’esperienza offerta, mettono per esempio a disposizione dei propri clienti uno smartphone da utilizzare nel corso del loro soggiorno o realizzano app dedicate all’hotel stesso, con funzioni che vanno dalla prenotazione di un tavolo al ristorante dell’albergo, ad altre più orientate verso la scoperta della destinazione.

Online sempre e comunque quindi? La risposta più naturale sarebbe sì, eppure… eppure in questo mondo sempre più complesso c’è anche spazio per chi decide di offrire un’esperienza completamente offline. Un’esperienza con il preciso obiettivo di staccare completamente dalla vita normale per immergersi nella natura più incontaminata, dimenticando i folli ritmi della città. Per una piccola nicchia di persone, “Offline” è sinonimo di “chic” e nonostante si tratti di un gruppo molto ristretto che tende a concedersi vacanze di questo tipo molto brevi, non è da escludere che strutture collocate in luoghi isolati, remoti o immersi nella natura non possano trarre forza dal loro essere “offline”.

E voi per quanto tempo riuscite a restare felicemente senza connessione?

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