L’intervista rilasciata da Palmiro Noschese a STAFF ONLY, rubrica di MEDIA HOTEL RADIO sul tema turismo e coronavirus

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La diffusione di questo Covid-19 e i conseguenti provvedimenti presi dal governo, che impatto hanno avuto per il mercato turistico ricettivo? “Diciamo che seppure un po’ in ritardo, trovo che sia stato giusto chiudere tutto ciò che si poteva. Ho visto anche che molti alberghi hanno raccolto questo input arrivato dal governo, scegliendo di chiudere. Naturalmente questo ci mette nelle condizioni di compromettere non solo il primo semestre dell’anno, ma anche tutta la stagione estiva. In questo momento tutto sarà fermo e chissà quando si potrà riprendere. Io voglio comunque essere sempre ottimista: bisogna pensare e sfruttare questi momenti in cui si è a casa per riflettere sulle future strategie da adottare in questo settore. Non possiamo fermarci, perché io sono sempre dell’idea che dopo tragedie e grandi avvenimenti, come abbiamo anche visto in passato, ci saranno grandi cambiamenti; ci sarà una nuova era e noi dobbiamo farci trovare pronti. A parer mio dobbiamo anche evitare di abbassare troppo i prezzi, perché è una politica che non ci porterebbe da nessuna parte. Il mio suggerimento è quello di ritrovare anche i valori che magari si sono persi un po’ per strada. Occupiamo questo tempo anche per studiare e riconvertire alcune cose, pensando a politiche nuove per il turismo. Io già avevo chiesto al governo di dare dei sostegni tangibili e ho visto che c’è stato un primo decreto che ci soddisfa in parte (intendo a noi operatori) ma credo che si debba fare ancora di più, perché ci sono 2 milioni e mezzo di lavoratori nel settore del turismo che rischiano il posto di lavoro e solo con il sostegno del governo è possibile risollevare la situazione. Dobbiamo avere la prova da parte del governo che l’Italia crede nel turismo”.

Il suo ruolo le consente anche di avere il polso della situazione a livello territoriale nel settore a tutto tondo. Come sta reagendo la categoria degli operatori hospitality? “Io ho la fortuna di essere ancora membro attivo di varie associazioni di manager e tutti ci stiamo interrogando in merito, scambiando anche opinioni e valutando consigli che possiamo dare al governo. Ovviamente si tratta di consigli non politici, ma tecnico-pratici. Anche l’Associazione Italiana Catene Alberghiere e Feredalberghi oggi sono sul campo, per dare sostegno. Chi dovrà pagare mutui nei prossimi mesi farà fatica, perché c’è una mancanza di cash flow e c’è una catena di valore che secondo me deve essere ricomposta; bene si sta muovendo il governo in alcune aree, in cui sta rimandando il problema del pagamento mutui. Noi, oltre a rimandare il problema, vorremmo anche che in alcuni casi possa essere abolito il pagamento, poiché spostare la data permette di prendere fiato, ma si tratta di un debito che è comunque da pagare. Se in 2 o 3 mesi di inattività non ci sono stati incassi e non c’è stato nessun fatturato, è ovvio che il problema rimane comunque. Per questo sarebbe utile avere un sostegno proattivo in questo senso: il governo si deve un po’ sostituire a noi. Noi abbiamo lasciato il PIL circa il 13% e io credo che lo stato debba mettere maggiormente al centro del suo interesse questo settore, che ha grandi potenzialità se le cose vengono fatte bene. Albergatori, ristoratori, bar, teatri e tutti coloro che operano nel settore entertainment stanno facendo il proprio dovere, difendendo i clienti e i posti di lavoro. Ci sono anche progetti che stavano partendo e che, nonostante la situazione attuale, continuano ad andare avanti, perché non è questo virus che ci può fermare”.

A tal proposito, per quanto riguarda le richieste da avanzare a livello nazionale e locale, per favorire una più rapida ripartenza quando la situazione coronavirus sarà terminata, Lei ha già un’idea? “Sì, ho avuto modo di parlare con i presidenti delle associazioni di categoria e con tantissimi colleghi e investitori. Quello che mi sento di dire loro è che dopo le tempeste ci sono sempre nuove opportunità e io credo che il Ministero del Turismo insieme all’ ENIT e a tutti i collaboratori dovrebbero lanciare una campagna che in un certo senso deve essere veloce come quella che ha diffuso le notizie relative a questo Covid-19. Cerchiamo di fare una grande campagna internazionale, anche investendo dei soldi, sia a livello nazionale, sia anche a livello locale dei singoli comuni. Ci saranno milioni di euro da spendere e mi auguro che questa somma venga spesa anche in marketing e in formazione, che per me è il segreto di tutto. Creare futuri manager è molto importante e questo è un grande momento per dare un’accelerata forte in questa direzione, poiché servono manager capaci anche di saper fronteggiare certe crisi e i periodi che seguono le crisi, che sono altrettanto importanti. L’Italia deve diventare una start-up statale che attraverso la formazione, il web marketing e la comunicazione digitale deve far capire bene e in modo efficace quanto è importante questo Paese. Questa volta i soldi ci saranno e devono essere spesi bene”.

Abbiamo parlato delle istituzioni italiane. Ma volendo ampliare lo sguardo e parlare di Europa, cosa ci può dire? Quale ruolo dovrebbe avere secondo Lei? “Secondo me l’Europa ha una grande occasione, anche se in questo momento mi sembra che quest’occasione si stia un po’ perdendo. Se l’Europa deve essere l’Europa che hanno pensato i nostri padri costituenti allora questo momento che stiamo vivendo si può davvero trasformare in un’occasione per fare le cose insieme, non chiudendo, ma aprendosi in maniera totale. A parer mio ci deve essere una politica europea: speriamo che non accada nuovamente, ma qualora si presentasse un nuovo virus dovrebbe esserci un protocollo europeo condiviso da tutti gli stati, cosa che oggi non c’è e che renderebbe le cose più semplici. Oggi sembra che ognuno vada per la propria strada, lasciando spazio allo scetticismo su quello che fanno gli altri. Credo comunque che per l’Europa ci possa essere davvero una grande opportunità. In queste settimane abbiamo visto quanto è facile rendere polvere quanto costruito fino ad oggi, quindi bisogna pensare anche a tutte le cose che normalmente trascuriamo. È necessario che si vada a creare un’Europa unita non solo per il discorso legato alla moneta, ma anche per tutto ciò che riguarda il resto, anche se sarà difficile applicarlo”.

Volendo rivolgersi a tutti i protagonisti del mondo dell’ospitalità in un grande messaggio, c’è qualcosa che vorrbbe dire loro in un moento tanto difficile? “Sicuramente vorrei diffondere un messaggio di tanta positività. Vorrei dire di curare al meglio tutti gli aspetti relativi allo stare a casa in questo periodo e vorrei anche dire a tutti di farsi trovare pronti per quando ci sarà il grande ritorno, perché alla fine di questo virus rimarrà un foglio bianco da scrivere e questa volta noi del settore possiamo essere protagonisti. Spero in un coinvolgimento di noi operatori da parte di chi di dovere. Dobbiamo abbattere questo virus e poi vincere insieme. W l’Italia.”

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