Nell’era del wellness il legame tra il cibo e il benessere della persona è un argomento che suscita sempre maggior interesse, sia da parte dei consumatori che delle aziende.

Ce ne parla un articolo di JWT Intelligence in cui, tra le altre cose, si racconta di una compagnia aerea inglese che ha lanciato il “Mood Food Box” per offrire ai passeggeri un’esperienza di volo all’insegna del relax. Il box comprende gelato all’ecchinacea e alla liquirizia per rinforzare le difese immunitarie e tè verde o tisane per ridurre lo stress. Questo tipo di menu è stato studiato in seguito a uno studio di mercato da cui è emerso che il 72% degli inglesi trova che viaggiare sia stressante mentre il 33% non inizia a rilassarsi prima del terzo giorno di vacanza. Inoltre, secondo l’International Air Transport Association il numero dei passeggeri nervosi sugli aerei è aumentato del 14% nel 2015, facendo emergere il bisogno per le compagnie aeree di confrontarsi con il problema della “rabbia del passeggero”, un fenomeno in decisa crescita.

Come emerge dal Well Economy Rreport, sempre stilato da JWT, c’è sempre più accordo sul fatto che il cibo abbia un notevole impatto sull’umore e sul benessere dei viaggiatori. Man mano che i consumatori si focalizzano sull’importanza del loro benessere, infatti, cibi e bevande vengono sempre più visti come strumenti per gestire la propria salute fisica e mentale.

Anche la ricerca scientifica sembra supportare questa tesi: uno studio del 2017 afferma infatti che la dieta mediterranea, dalle spiccate caratteristiche anti-infiammatorie riduca i sintomi della depressione del 32% dei soggetti esaminati.

Se i consumatori iniziano a capire che quello che mangiano influenza il modo in cui si sentono, anche i brand dovranno essere presto in prima linea per andare incontro a questa loro esigenza. E molti menu potrebbero cambiare a favore di una dieta sempre più mediterranea.

 

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