Con oltre 1,3 miliardi turisti nel mondo (nel 2017) e un sempre crescente numero di viaggiatori, non è una sorpresa che l’ospitalità sia uno dei settori più resiliente e dinamico. Secondo il World Travel & Tourism Council, nel mondo, un posto di lavoro su 10 è all’interno dell’industria del turismo. Con una crescita di quasi il 4% l’anno, questo settore continua a essere un potente generatore di opportunità di carriera: uno su cinque posti di lavoro creati negli ultimi dieci anni sono stati all’interno del settore viaggi e si stima che questa industry genererà ulteriori 100 milioni posti di lavoro, nel mondo, entro 2028.
Hotel e ristoranti di fascia alta offrono senza dubbio percorsi di carriera gratificanti, ma la portata del settore è molto più ampia e ruota intorno a tutto ciò che è legato al settore dei servizi e oggi, più che mai, ospitalità significa a tutti gli effetti proporre esperienze.
Questo spostamento verso un mercato basato sull’esperienza ha dato origine a nuovi ruoli professionali che richiedono intelligenza emotiva, capacità di anticipare le esigenze dei clienti e nuovi modelli di business emersi in risposta alla crescente domanda di esperienze uniche.
Mentre l’industria dell’ospitalità continua a crescere, i datori di lavoro, nel mondo, stanno affrontando il problema della mancanza di talenti qualificati. I laureati con una combinazione di competenze manageriali, competenze trasversali ed esperienze digitali sono molto richiesti, ma scarseggiano.
Il senso degli affari, il know how pratico e le soft skills sono competenze che, però, non possono essere sviluppate solo attraverso l’apprendimento in classe.
Nuovi modelli educativi
In risposta a questa nuova realtà del settore, alcuni istituti universitari hanno deciso di basarsi su un approccio Learning-by-doing che integra corsi accademici con esperienza pratica e semestri di stage professionali che possono essere svolti in quasi tutti i Paesi. Questo modello educativo, basato sul modello svizzero di apprendimento esperienziale, è un approccio che ha guadagnato il rispetto dei datori di lavoro.
E poiché l’hospitality offre possibilità di carriere molto ampie, ma gli studenti potrebbero voler concentrarsi su una particolare area di competenza, nascono le specializzazioni in Hospitality Entrepreneurship e le prime Università specializzate in Hospitality Management che offrono tantissime differenti aree di specializzazione.
Nascono le certificazioni di competenze
Di pari passo con la formazione non bisogna tralasciare la grande attenzione che il comparto turistico dedica alla certificazione delle competenze già in essere e cioè rivolte a tutti coloro che hanno già ricoperto o ricoprono un determinato ruolo a conferma della professionalità.
Ne è un esempio il documento sviluppato da Ehma per i Direttori d’albergo studiato per contribuire ad elevare la professionalità e il ruolo dei General Manager e per avere una professionalità internazionalmente riconosciuta grazie a questa certificazione.
In ultimo, ma non meno importante, sono i progetti del nuovo Governo e del ministro Gian Marco Centinaio che punta ad una energica promozione turistica del nostro Paese all’estero e a generare un turismo di qualità che, solo attraverso una formazione rinnovata nei programmi didattici, valorizzi i nostri giovani e di conseguenza l’intero comparto ricettivo e culturale.
Tra le prime questioni che il ministro intende affrontare – e in questo caso è interessato il ministero dell’Istruzione – c’è anche l’istituzione di un’Accademia del turismo, post diploma, per la formazione e la specializzazione di direttore d’albergo, di sala di villaggi turistici, così come ci sono in altri Paesi.

