Premessa fondamentale per valutare la possibilità di un passaggio di categoria (da 4 a 5 stelle) è il comprendere (almeno in linea generale) i criteri di classificazione adoperati dagli enti preposti a tale compito. Se la normativa attuale di riferimento è rappresentata dal Dpcm del 21 ottobre 2008, in alcuni casi le legislazioni regionali hanno applicato livelli di classificazione migliorativi, aggiungendo criteri specifici volti a valorizzare le peculiarità geografiche e culturali del territorio.

Fermi restando i requisiti minimi e considerando alcune deroghe in  materia strutturale (generalmente concesse a edifici costruiti o ristrutturati prima dell’entrata in vigore della normativa, o a edifici di interesse storico/artistico), la classificazione segue standard che tengono conto della struttura, delle dimensioni delle camere e dei servizi ivi presenti, ma anche di altri servizi quali la frequenza della pulizia e del cambio biancheria, l’orario della reception, la colazione, la presenza del ristorante…man mano che si sale di categoria, aumentano i servizi e si perfeziona il livello di fornitura degli stessi. 

I requisiti per avere quattro stelle

Secondo la normativa attuale, perché un hotel abbia quattro stelle sono necessari i seguenti requisiti:

  • Ricevimento per almeno 16 ore;
  • servizio di notte con portiere;
  • trasporto bagagli sempre assicurato da un addetto;
  • cambio di lenzuola, federe e asciugamani tutti i giorni, salvo diverse scelte del cliente a tutela dell’ambiente;
  • lavatura e stiratura biancheria resa entro le 24 ore;
  • servizio parcheggio per almeno metà delle unità abitative;
  • almeno due lingue straniere parlate;
  • riassetto pomeridiano delle camere;
  • poltrona, frigobar e connessione Internet in tutte le camere;
  • sala prima colazione;
  • area riservata per riunioni;
  • aria condizionata in tutto l’esercizio e regolabile dal cliente nelle unità abitative a quote altimetriche inferiori a 500 metri

..e quelli per passare da 4 a 5 stelle

La quinta stella si guadagna potenziando alcuni servizi secondo i seguenti criteri

  • Ricevimento h24
  • almeno tre lingue estere parlate;
  • servizio ristorante in sala apposita;
  • lavatura e stiratura biancheria con consegna in giornata;
  • sala riservata per riunioni;
  • servizio parcheggio h24 per almeno l’80% delle unità abitative;
  • una sala di lettura o soggiorno.

Da 4 a 5 stelle: cosa fa la differenza ?

In alcune regioni, i cinque stelle possono inoltre aggiungere la denominazione “lusso” quando le strutture garantiscono requisiti ulteriormente qualificanti (legati all’ampiezza delle camere e degli spazi comuni nonché alla presenza di impianti sportivi, parco qualificanti,  legati all’ampiezza di camere e spazi comuni – ma anche ad arredi di particolare pregio-,alla presenza di impianti e attrezzature sportive, parco, piscina, spiaggia privata, eccellenza del servizio  e particolarità del contesto ambientale.

In Liguria, Emilia-Romagna, le Marche e Basilicata, inoltre, il punteggio può dipendere anche dalla valutazione dello stato di conservazione delle strutture, sia interno che esterno. Nella provincia autonoma di Bolzano, in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto, invece, sono contemplate le categorie “Superior” (generalmente applicate ad alberghi di tre quattro stelle.

Un contesto variegato

Ne deriva un contesto variegato e talvolta complesso, con una normativa in continua evoluzione, tanto che già si parla di una bozza di decreto che includa lo sviluppo gli spazi dedicati al settore congressi e l’indicazione del livello di accessibilità. Si sta affermando, inoltre, un sistema di classificazione transnazionale (Hotelstars Union) al quale già aderiscono associazioni alberghiere di numerosi Paesi.  

La “bussola” per orientarsi risiede quindi nella valutazione della categoria e del servizio e di che occorre per migliorarlo, tenendo conto della normativa nazionale (e dell’evoluzione della stessa), dei criteri regionali e locali e, naturalmente della validità della valutazione. La classificazione è infatti valida per cinque anni e va richiesta nell’ambito di presentazione della SCIA al SUAP del Comune tramite autodichiarazione del possesso dei requisiti su modulistica predisposta dalla Regione. Sarà poi un sopralluogo a verificare l’effettiva presenza dei requisiti necessari.

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