Non mi stanco mai di ripeterlo: oggi accoglienza e hospitality fanno rima con formazione. Se non avremo una classe di operatori del settore preparata e capace di far fronte alle esigenze di un mondo di viaggiatori in continua, veloce evoluzione e sempre piรน esigenti, non potremo stare al passo con i nostri competitor europei e intercontinentali. Per fortuna, questo concetto sembra essere sempre di piรน generalmente accettato e qualcosa finalmente si muove nel nostro Paese. E’ molto recente la notizia che lo IULM ha lanciato per l’anno accademico 2017-2018 una nuova Laurea magistrale in Hospitality & Tourism Management,con la possibilitร per gli studenti di frequentare due indirizzi di specializzazione diversi in due Paesi (Stati Uniti e Francia) con diversi crediti da acquisire all’estero. Anche la Luiss Business School propone 4 corsi, con durata dai due agli undici mesi, finalizzati ad accrescere la preparazione e le competenze gestionali di chi opera nel settore dellโospitalitร . A partire dal prossimo ottobre, inoltre, anche a Torino partirร un Master in Hospitality and Tourism Management della durata di 15 mesi tra Spagna, Italia e New York, rivolto a laureati che intendono perseguire una carriera internazionale nel settore turistico-alberghiero. ร auspicabile che iniziative di formazione come questa si moltiplichino in tutta Italia – non solo al Nord possibilmente – affinchรฉ la cultura del turismo sia sempre di piรน un patrimonio condiviso e affinchรฉ cresca la consapevolezza che in questo settore, come in molti altri, lโimprovvisazione non paga, che รจ necessario maturare competenze specifiche, che le competenze specifiche si acquisiscono aggiornandosi continuamente, studiando e aprendo i propri orizzonti per capire che cosa accade al di fuori dei nostri confini.
Per l’estate 2017, secondo una recente indagine di CST Confesercenti, si prevedono 84,5 milioni di presenze soltanto nelle localitร di mare del nostro Paese: numeri che dovrebbero far pensare e, soprattutto, far studiare.

