La realtà virtuale può assumere dimensioni oniriche? A me è successo, e vorrei raccontarvelo.
In una fresca mattina di prima estate, sono partito da Roma per una trasferta di lavoro. Raggiunta la destinazione dopo un viaggio un po’ pesante, non vedevo l’ora di arrivare in hotel per riposare un po’, prima di cena.
Giunto alla Reception, una signorina “imprigionata” in uno schermo, mi ha sorriso gentilmente. Mi sono così presentato: “Buonasera, ho una prenotazione a nome di Palmiro Noschese”.
La signorina, sempre sorridendo dallo schermo, mi ha risposto: “Buonasera, Signor Noschese! Benvenuto nel nostro hotel. Ho trovato la sua prenotazione. La sua stanza è la 305. Vorrebbe fare il check-in ora?
“Sì, per favore.”
“Perfetto. Ho completato il check-in. La sua chiave elettronica è stata inviata alla sua app mobile. Può usare il suo smartphone per accedere alla stanza. Serve assistenza con i bagagli?”
“No, grazie. Ho solo un trolley. Come arrivo alla mia stanza?”
“Uscendo dall’ascensore al terzo piano, dovrà girare a destra. La sua stanza sarà la terza porta a sinistra. Posso aiutarla in altro modo?
“No, grazie. Va bene così.”
“Prego, signor Noschese. Se ha bisogno di qualsiasi cosa, può contattare il nostro servizio di assistenza tramite l’app dell’hotel. Buon soggiorno!
Colpito dall’estrema efficienza della Receptionist virtuale, ho raggiunto la mia camera, aprendo la serratura con la chiave elettronica scaricata sul mio smartphone.
Benvenuto virtuale, comfort reale
Arrivato in camera,, quindi, ho sentito una voce amica darmi il benvenuto, chiedendomi cosa potesse fare per rendere il soggiorno gradevole.
“Potresti abbassare le luci e accendere la TV, per favore?”
“Certamente. Abbasso le luci e accendo la TV. Vuole guardare qualche canale in particolare o preferisce esplorare le opzioni?”
“Vorrei vedere le notizie, per favore.”
“Ho selezionato il canale delle notizie per lei. Posso fare altro?”
“Sì, mi piacerebbe ordinare un caffè. È possibile?”
“Certo, il caffè verrà portato nella sua stanza tra pochi minuti. Vuole aggiungere qualcosa al suo ordine?
“No, solo il caffè. Ho bisogno di riprendermi. Grazie”
“Di nulla. Il caffè è in arrivo.” Effettivamente, nemmeno 5 minuti e il caffè veniva prontamente consegnato da un efficiente minirobot, con tanto di vassoio.
“Grazie per il caffè. Mi piacerebbe prenotare una cena al ristorante dell’hotel per le 20:00. È possibile?”
“Certamente. Ho prenotato un tavolo per lei al ristorante dell’hotel alle 19:00. Preferisce un tavolo vicino alla finestra o in una zona più riservata?”
“Vicino alla finestra, per favore.”
“Perfetto, il tavolo vicino alla finestra è riservato per lei. Da lì avrà una vista stupenda sulla città. Posso assisterla in altro modo?”
“No, grazie. Per ora è tutto.”
Il cameriere virtuale
Le sorprese, naturalmente, non sono finivano lì. Al ristorante, infatti, ho incontrato un simpatico robot, con tanto di livrea, che mi ha accolto salutandomi cordialmente.
“Buonasera, ho una prenotazione a nome di Noschese”
“Buonasera, signor Noschese. Il suo tavolo è pronto. La accompagno.” E, muovendosi con scioltezza, il robot mi ha portato al tavolo. “Vuole iniziare con un aperitivo?”
“Sì, un prosecco, per favore”.
“Ottima scelta. Ecco il menu. Quando è pronto per ordinare, basta chiamarmi tramite il tablet sul tavolo.”
Credo che almeno lo chef fosse reale, poiché ho richiesto alcune variazioni sui piatti del menu ed era tutto perfetto, ma non ne sono troppo sicuro. Comunque, non potevo certo lamentarmi del servizio.
Rientrato in camera, ho di nuovo trovato il mio fedele assistente pronto ad accendermi la TV. Tuttavia, ero così stanco che, di fatto, sono passato direttamente ad impostare le istruzioni per il giorno successivo.
“Assistente, svegliami domattina alle 7:00 e ordina la colazione in camera per le 7:30. Vorrei una colazione continentale.”
Veloce e puntuale, mi ha confermato “Sveglia impostata per le 7:00 e colazione continentale ordinata per le 7:30. Posso fare altro?”
“No, è tutto. Buonanotte.”
“Buonanotte, signor Noschese. Se ha bisogno di qualcosa durante la notte, sono qui per aiutare.”
Così mi sono addormentato.
Il ritorno alla realtà
La sveglia è suonata e, quando mi sono risvegliato, naturalmente nel mio letto, ho avuto l’impressione di aver viaggiato nel tempo. Ho avuto, insomma, un assaggio di futuro e mi sono quindi chiesto: “Se siamo stati in grado di formare macchine in maniera che conoscessero i nostri desideri e li sapessero esaudire, come abbiamo potuto non investire le stesse risorse per formare esseri umani? In quale momento abbiamo preferito la macchina all’uomo? Il Turismo è entrato nel metaverso, ma potrà mai uscirne?”
Poi, però, ho tirato un sospiro di sollievo. Siamo nel 2024, e abbiamo ancora molte possibilità per riconquistare risorse, giovani e meno giovani, facendole innamorare nuovamente del più bel mestiere del mondo. Gli assistenti virtuali? Potranno certamente darci una mano nel tracciare i profili dei clienti per poter davvero soddisfare i loro desideri. La realtà virtuale, in questa fase, rappresenta ancora un’opportunità, e dipende da noi non trasformarla in minaccia.
Lo potremo fare se saremo noi a dirigere il “gioco” e fare in modo che sia sempre il calore del nostro sorriso ad accompagnare il benvenuto per chi varca la soglia del nostro hotel.

