Realtà virtuale, realtà aumentata e realtà estesa, insieme all’intelligenza artificiale, hanno preso piede in ogni campo, moltiplicando in maniera esponenziale il già ampio caleidoscopio delle esperienze.
Il mondo dell’arte offre visite ai musei e mostre immersive, quello della musica la possibilità di assistere ad un concerto in prima fila. Nel settore della moda, possiamo seguire una sfilata comodamente seduti in ufficio o nel salotto di casa, così come è possibile presenziare ad un congresso senza bisogno di effettuare alcuna trasferta. Diversi gruppi alberghieri e alcune compagnie aeree hanno sviluppato progetti che prevedono visite virtuali alle strutture e alle cabine degli aeromobili,. Il tutto con assistenti virtuali. Negli ultimi tempi, addirittura, si è affacciata la possibilità di applicare la realtà virtuale anche ad esperienze di gusto.
Volendo esagerare, grazie al metaverso, potremmo vivere tutto questo in una sola giornata, pernottamento e pasti inclusi, e ad un prezzo irrisorio rispetto a quello reale.
REALTÀ VIRTUALE E AI: OPPORTUNITÀ O MINACCIA?
Questa considerazione ci porta a riflettere su un aspetto essenziale: quali potrebbero essere le conseguenze sul settore del Turismo e dell’Ospitalità se le prossime generazioni puntassero principalmente sul viaggio virtuale?
Se fossimo pessimisti, il primo scenario che vedremmo sarebbe un po’ da “Blade Runner”: un popolo di millenials che gira per le strade delle città portando dei visori come fossero delle estensioni naturali del volto e cercando nella realtà estesa di ritrovare il sapore di quella reale che le generazioni precedenti avevano vissuto. Non ci sarebbero astronavi vere, ma potrebbero sempre crearne una virtuale…
Fortunatamente, il genio umano è ancora in grado di controllare gli strumenti che studia per migliorare la vita. Può quindi sfruttare al meglio le opportunità che metaverso e intelligenza artificiale offrono. Vediamo un’applicazione pratica nel cosiddetto “ciclo cliente”
VR E AI NEL “CICLO CLIENTE”
Ispirazione: nella ricerca e nella scelta della destinazione, poter “visitare” un luogo (seppure solo virtualmente) ha indubbiamente un impatto diverso e più forte rispetto alla visione delle immagini o all’ascolto dei racconti di chi lo ha già visitato. Il solo rischio è che si creino aspettative eccessive che, giunti a destinazione, potrebbero non essere pienamente corrisposte. L’obiettività deve quindi restare un faro per ogni Destination Manager che decida di promuovere il proprio territorio con questi mezzi.
Pianificazione e prenotazione: anche in questa fase, conoscere il prodotto attraverso un tour virtuale può fare la differenza. Non più solo un sito con fotografie e recensioni, ma una visita in grado di mostrare sistemazioni, spazi per la ristorazione e per le attività di svago. Alcuni gruppi alberghieri (come MGM resorts) hanno anche adottato la visita virtuale per mostrare ai potenziali collaboratori del Front Office l’ambiente di lavoro. Le compagnie aeree, oltre ai servizi in volo, sono in grado di mostrare le lounge aeroportuali da sfruttare durante soste e scali.
Sul versante AI, molte strutture (indipendenti o di catena) hanno istituito la figura del Virtual Concierge. Si tratta generalmente di una App che assiste l’ospite nelle varie fasi del viaggio. Nello specifico, prima del soggiorno, il VC può fornire l’invio di informazioni utili sull’albergo e sulle attrazioni del luogo.
IL CONTROLLO UMANO RESTA FONDAMENTALE
Check-in, soggiorno, ristorazione, mobilità: in queste fasi, è l’intelligenza artificiale del Virtual Concierge, che aiuta a gestire le richieste degli ospiti in struttura. La maggior parte del lavoro è comunque svolto e governato da personale umano. Anche perché, verrebbe naturale pensarlo, un soggiorno virtuale non riesce ancora a fornire le stesse emozioni di uno reale. Quanto al visore, esso potrà mostrare gli stessi panorami, ma non potrà mai eguagliare il senso di avventura di un tour nel deserto o la visita alle pendici di un vulcano.
L’EVOLUZIONE NEI SERVIZI ALLA PERSONA
Intrattenimento, shopping e supporto al visitatore: la realtà virtuale torna nuovamente utile nell’illustrare le opportunità di intrattenimento. La scelta di un’esperienza o di un’escursione potrebbe essere, in futuro, dettata da una visita virtuale piuttosto che dalla curiosità. Si potrebbe anche decidere di mischiare le esperienze. Privilegiare, cioè, quelle più vicine geograficamente e lasciare al virtuale quelle che comporterebbero costi eccessivi per spostamento e biglietto d’entrata.
L’Intelligenza Artificiale potrebbe inoltre evolversi nel lato dei servizi ai visitatori. Assistenza in caso di furto o smarrimento documenti, mappe con dislocazione di consolati e ambasciate e gestione delle richieste ad uffici chiusi potrebbero costituire un’evoluzione nobile e mirata a prendersi cura della persona.
Realtà virtuale e AI, se gestite come mezzi di ispirazione, assistenza e servizi al viaggiatore, possono rivelarsi eccezionali opportunità di crescita per il settore del turismo e dell’ospitalità. Non resta che rimboccarsi le maniche e dar vita a nuovi progetti di sviluppo.
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