Grande è stato il mio  stupore nel ritrovare un gioco in scatola che giaceva, un po’ in disparte e ormai dimenticato, nella pila  di balocchi con cui i miei figli hanno giocato nel corso degli anni.

“HOTEL: costruisci il tuo impero alberghiero” : la scritta sul bordo della scatola colpisce e invita alla sfida. E la mente fa un tuffo nel tempo. Mi rivedo Junior Developer, pieno di idee e di progetti da proporre e da condividere, e mi rivedo giovane padre desideroso di trasmettere ai miei bambini la passione che anima ogni mia giornata di lavoro, la dedizione profusa nel desiderio di far crescere ogni azienda con la quale abbia collaborato dall’inizio del mio percorso professionale, la gioia di raggiungere un traguardo ambizioso, godendo il successo del mio operato.

IMITAZIONE? NO, PALESTRA PROFESSIONALE

In “Hotel” molti vedevano un’imitazione (più o meno apprezzata) del celeberrimo “Monopoly”, ma  io no. Per me questo gioco ha sempre rappresentato un allenamento sotto diversi aspetti:

  • la strategia di crescita
  • la capacità di previsione
  • la buona gestione delle risorse economiche
  • la visione a  360 gradi, indispensabile per chi aspiri a diventare General Manager

Riprendendo l’immagine dell’allenamento, potrei dire che Hotel lo ha rappresentato in maniera eccellente, e non solo per me.

 Quante partite giocate in famiglia, spronando i miei (allora) bambini ad immergersi nel mondo alberghiero! Quante piccole, inaspettate lezioni ne sono scaturite!

Ma, più di tutto, quanto vicina mia è stata la famiglia in tutti questi anni,sostenendomi in ogni mio passo, accompagnandomi verso ogni traguardo, condividendo ogni mio successo! Anche se i miei figli hanno scelto di percorrere strade diverse dalla mia, lavorativamente parlando, mi sono sempre stati vicini e ancora lo sono.

In loro rivedo gli stessi bambini curiosi di giocare con il papà per imparare il mestiere del manager. E per prepararsi alla vita.

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